Una primavera davvero unica - il pensiero degli adulti

E' davvero una primavera unica!
E da questa pagina vi vogliamo accompagnare alla scoperta di questo momento difficile ma, dal punto di vista di tutto ciò che non è "Umanità" non è "Uomo", un periodo ricco, bello ... anzi ... straordinario!
A raccontarcelo saranno soprattutto i bambini e i ragazzi che, insieme ai loro insegnanti vorranno raccogliere questa sfida e questo nostro invito.
Ma anche gli adulti con i loro pensieri e i loro inviti alla riflessione.

Ecco il pensiero degli adulti ...

Gabriella, la ex insegnante che ci ha già raccontato il suo pensiero nel periodo della Fase 1 (ovvero quando si poteva uscire di casa solo per le esigenze necessarie e fondamentali) ci propone ora la meraviglia di chi, potendo nuovamente uscire a vedere il sole e la natura che cresce durante la fase 2, osserva dei prati davvero particolari, ricchi di fioriture ...

I prati fioriti ...

Riceviamo questo pensiero da parte di Simona, una frequentatrice del parco che ha voluto rappresentare con un bellissimo testo e due disegni il suo amore per una pianta davvero particolare ... il gelso!

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Sono  una ex insegnante da settembre in pensione.
Ho sempre vissuto il Parco con i miei alunni, partecipando alle vostre proposte.
Da settembre ho ricominciato a vivere il Parco in modo diverso con passeggiate in solitario, assaporando rumori, odori e colori , osservando ogni sfumatura ogni giorno diversa. Ora mi manca tantissimo tutto questo.
Inoltre io abito proprio al limitare del Parco. Lo vedo ogni giorno, ad ogni ora del giorno e al passare del tempo.
E lui, nonostante tutto, continua a crescere, a vivere anche senza di noi.
Ora gli alberi si sono riempiti di foglie, di fiori e fra poco anche di frutti.
Sono ritornati i pappagallini verdi, le anatre volano sopra di noi, l'airone ci sorvola e plana nel prato.
In una delle ultime passeggiate si vedevano le tartarughe sull'isola del laghetto .....

Credo che la dipendenza sia nostra non sua.
La natura continua il suo ciclo senza di noi.
Sconcertante riflessione: nel ciclo della vita, nella catena alimentare, nell'ambiente noi siamo indispensabili o siamo solo i predatori?

Clicca sulle fotografie di Gabriella per vederne l'ingrandimento

Riceviamo questo pensiero da parte di Giuseppina, una delle nostre scrittrici preferite dell'Università della Terza Età di Cinisello Balsamo.


Il Parco Nord senza di noi

 

La natura si ribella

E questa volta non lo fa

Con il boato di un vulcano che erutta

Né con lo schianto della terra che si spacca sopra un terremoto

Lo fa in silenzio, sola

Esplodendo nei colori di una nuova primavera

Che sta arrivando, senza di noi

Senza noi nei parchi a calpestarla,

A raccoglierla,

Ad assillarla con le nostre voci,

Con lo stridere dei freni delle nostre biciclette,

Con il battito ritmato dei nostri passi sul suo manto

Libera

Libera di deflagrare nella sua fioritura

Nei suoi profumi

Non offesi dall’esalazione del fumo delle nostro auto

Delle sigarette

Libera di farsi accarezzare dal vento

Di farsi bagnare dalla rugiada

Libera di ospitare altre specie, oltre noi

Libera di ascoltare il cinguettio degli uccelli

Il gorgoglio dell’acqua che scorre nelle sue vene

Libera di godere del soffio lieve

Che si insinua tra le nuove foglie dei suoi alberi

Libera di splendere sotto il sole

E riposare con la luna.

Stiamo a casa,

Bramiamola un po’ questa natura

Da troppo tempo

Insultata, maltrattata, oltraggiata, offesa

Stiamo a casa ancora un po’

E quando torneremo a visitarla

Forse chissà

Avremo imparato finalmente a rispettarla.

 

Giuseppina

Riceviamo questo pensiero da parte di Luisa, una delle nostre scrittrici preferite dell'Università della Terza Età di Cinisello Balsamo. 

Pensieri in libertà.

Oggi è una splendida giornata di sole. Apro la finestra anche se l’aria del mattino è ancora fresca e frizzante.
Nel prato del giardino condominiale, fanno capolino le prime margherite. I rami delle piante, davanti a casa, sono gonfi di vita, le loro foglioline novelle brillano nella luce di questa anomala primavera… Una primavera da vivere col coronavirus!
Il piccolo, invisibile mostro dal nome gentile, ci tiene reclusi tra le pareti domestiche, mentre dalle sbarre della nostra prigione lui, beffardo, rimane fuori libero di colpirci. Il silenzio che ci avvolge, interrotto soltanto dalle sirene delle autoambulanze, inquieta e prospetta tragiche realtà.
Il lavoro, in molti ambiti, si è fermato per arrestare la corsa del virus. Si dice che ci saranno gravissime conseguenze in campo economico. Ridotto il traffico stradale, l’aria si è ripulita e i passerotti, da tempo spariti, ritornano sul davanzale.

Sarà questa una prova per convincere l’uomo a cambiare direzione? La scienza e la tecnologia sono ‘’uno strumento di dominio sulla natura’’. Non si può vivere in armonia con essa sfruttando sconsideratamente i beni della terra, solo per ottenere il massimo del profitto. Le attività dell’uomo moderno hanno procurato molti guai, tra cui l’aumento eccessivo della CO2.
Certo sarebbe impossibile vivere secondo natura, come si viveva ai primordi. E’ innegabile il progresso.
E’ il consumismo sfrenato, lo spreco sempre assurdo, il volere di più di quanto ci dovremmo permettere, che ci stanno portando a distruggere, come dice il poeta,’’ la meravigliosa tappezzeria del creato’’

Questa forzata clausura mi lascia molto tempo per pensare. Le ore scorrono lente… mentre fuori è esplosa la primavera e, nonostante sia giustamente proibito, è forte il desiderio di uscire. Ho nostalgia delle passeggiate con le amiche in città o al Parco Nord. Allora scappo con la fantasia a vedere come continua la vita del parco, senza la presenza di noi umani. E’ bello camminare lungo i viali, attraversare passerelle e ponti dove sotto scorre un’acqua finalmente pulita, dopo ingegnoso lavoro.

La stagione è favorevole alle piante da poco risvegliate dal sonno invernale. Gli alberi di alto fusto alzano verso il cielo le folte chiome, ondeggianti nel vento di aprile, per mostrare lo splendore del nuovo abito verde. Il sole non filtra più tra l’intreccio dei rami, che ormai completamente coperti di foglie, disegnano ombre misteriose sul tappeto erboso dei prati. I cespugli cresciuti spontaneamente formano quadri bucolici, che mi ricordano la mia terra natia.
Le piante hanno una loro sensibilità e mi domando se stanno soffrendo senza la presenza degli uomini e la voce gioiosa dei bambini.
In questa atmosfera surreale, il silenzio è rotto dalle voci diverse degli animali.
Negli spazi liberi gli uccelli si radunano numerosi: corvi, colombi, gazze e tortore, uniti da un’improbabile amicizia in un momento di un’insolita pace.
I passeri volano raso terra senza timore dei vicini predatori.
Le anatre nella vicinanza dei laghetti guardano i pesci e le raganelle che, numerose, saltano sul bordo erboso, i fagiani lanciano il loro sgradevole grido, mentre i coniglietti e i leprotti corrono felici di tanta libertà.

Nel parco la vita si svolge avvolta da una meravigliosa aria insolitamente pulita…Per poche ore, sono stata idealmente nel paradiso terrestre!

Luisa