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Ci aspettate vicini alle scuole, al sole che oggi per fortuna ci riscalda un po'. Entriamo nel Parco tutti insieme con me, Alessandra, ed Erica. Schivando le pozzanghere arriviamo in un grande prato dove ci dividiamo e formiamo un grande cerchio.

Qualcuno si ricorda di me per essere venuto con la scuola dell'infanzia: che memoria! Molti altri il Parco lo conoscono e ci vengono a passeggiare, in bici, a giocare. Solo per alcuni è la primissima volta. Insieme immaginiamo che non ci sia il prato ed il bosco, perché così era qui poco più di quarant'anni fa. Poi è nato il Parco, gli alberi? Piantati! e l'erba? seminata! Siete bravissimi.

E oggi cosa possiamo fare qui? Insieme leggiamo quanto avete immaginato e scritto sul vostro decalogo.

Correre, giocare (vi prometto una corsa alla fine di questo pomeriggio), ma anche osservare la natura, osservare gli animali, annusare, raccogliere. Tutte azioni che faremo, perché oggi diventiamo esploratori! E cosa vuol dire esplorare? Trovare cose nuove, vedere animali, ascoltare. Lo facciamo con il naso, gli occhi, le orecchie, e la nostra pelle. Già, perché se con le mani sentiamo com'è l'erba, bagnata, fresca, morbida, con la pelle del viso guardando il sole sentiamo che ci scalda, mentre i piedi, anche loro ricoperti di pelle, sentono il fresco del bagnato e il bagnato delle scarpe.

Il prato si può accarezzare, ma anche annusare. Chi trova con il naso delle foglioline di menta?  All'inizio è un po' complicato, ma poi la troviamo!

Dopo questa prima prova da veri esploratori, proviamo a farne una più difficile: camminare, osservare e fotografare con gli occhi  ciò che vediamo, per poi condividerlo quando ci fermeremo. Entriamo così nel bosco, in silenzio ed in fila indiana. Non possiamo non interrompere il nostro cammino incontrando un gigantesco villaggio di funghi!

Quando siamo in cerchio ci raccontiamo le cose viste: funghi, rami, due tronchi piccoli e tagliati, muschio, un ramo fucsia, un albero sdraiato, un fungo giallo.

Proviamo anche a chiudere gli occhi ed ascoltare: c'è una moto, no una motosega!, un aereo lontano, le voci dei compagni dell'altro gruppo, le macchine lontane, un cinguettio isolato. Oggi il bosco ha pochi suoni naturali, chissà se a primavera sarà diverso!

Nel rincamminarci ai nostri piedi ci accorgiamo di tantissimi lombrichi. Ci fermiamo ad osservarli, a capire come si muovono, ad osservare i riccioli di terra che lasciano,

Raggiunto un altro punto del bosco, è il momento di toccare da vicino i suoi abitanti principali: gli alberi. Ognuno abbraccia il suo, lo tocca con l mani e con la pelle delle guance

Sono: duri, lisci, morbidi, freddi, ruvidi, con il muschio, con dei tagli.

Non abbiamo molto tempo, vi propongo un ultima ricerca: raccogliere piccoli rametti, foglie diverse, semi e bacche. Io intanto raccolgo della terra per lasciarvela da osservare a scuola.

Il frutto della nostra ricerca lo dividiamo: leghiamo i legnetti (saprete dire a cosa assomigliano?), mettiamo le foglie in una retina (che forma hanno?), infiliamo i semi e le bacche in un grande seme che ho io da regalarvi.

Così come i piccoli semi che abbiamo nascosto all'interno possono diventare fiori o alberi e nascondono in una cosa piccolissima un progetto grande, così chiedo a voi di infilare nel seme i vostri progetti, i vostri sogni, quello che vorreste diventare quando crescere.

Siete stati tutti bravissimi, ecco il simbolo del nostro capo esploratore Brughillo!

Come promesso, facciamo una bella corsa nel prato per finire in bellezza!

Arrivederci a primavera, passate un buon inverno!

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