Il nostro appuntamento è davanti a Villa Manzoni. Il cielo non promette sole, ma siamo fiduciosi anche quando sentiamo qualche goccia di pioggia mentre ci presentiamo: buongiorno a tutti, sono Alessandra!

Oggi siamo insieme per seguire le vie d'acqua del Parco, o meglio per scoprire le tre principali direttrici che interessano il Parco. Per farlo abbiamo le bici, una mappa, e tanta energia.

Guardiamo la cartina per capire dove siamo, dove andremo, raccontare qualcosa del Parco e della sua storia.

 Le zone che esploreremo saranno tre. La parte centrale del Seveso, che rappresenta un corso d'acqua naturale, anche se l'alveo e gli argini sono lavorati dall'uomo, la parte ad ovest, dove i canali serano già presenti e servivano per irrigare i campi prendendo l'acqua dal canale Villoresi, e la parte ad est, dove canali e stagni sono stati costruiti dal Parco e l'acqua inizialmente è stata captata dalla prima falda tramite gli acquedotti di Milano e ora è integrata anche con l'acqua del Villoresi.

Partiamo seguendo il Seveso, non prima di raccontare la sua storia e capire come e perché è stato inquinato in questi ultimi settant'anni...la bacicoltura, l'industria della seta, le tintorie, i paesi che si sono sviluppati...

 Si parte! Osservando che è in asciutta: con le forte piogge hanno sicuramente chiuso tutte le immissioni dai paesi per evitare che esondasse.

All'altezza degli orti di via Bologna, sempre seguendo la mappa, ci spostiamo alla zona di Brusuglio. Qui osserviamo i vecchi canali e le chiuse che hanno un centinaio d'anni. Per irrigare chiudevano le chiuse a valle e i campi si allagavano.

Il laghetto dove ora uno dei canali si immette è stato scavato dal Parco ed è uno dei più recenti. La pioggia si intensifica e noi pedaliamo!

Torniamo sul Seveso, osservando le vecchie pompe che regolavano l'immissione dell'acqua nel fiume, e lo seguiamo, superando lo sgrigliatore che serve per eliminare i rifiuti grossolani ed evitare che il Seveso porti sotto Milano troppi rifiuti...già, perché ora puntiamo a dove il fiume scompare...

Là dove il Seveso entra in Milano, osserviamo dall'alto anche un grande lago: il più grande del Parco, e il più recente. 

Lo raggiungiamo per osservare da vicino. Un airone ci aspetta, imperterrito anche quando...

...due di voi provano ad avvicinarsi. Ci sono anche germani, gallinelle d'acqua, pesci. I pesci arrivano dal Villoresi. Viaggiano con l'acqua, cosa che non fanno le tartarughe che alcuni di voi sanno esserci. Loro non andrebbero proprio rilasciate!

Sempre più infreddoliti non ci arrendiamo!

C'è anche un cigno che ci scruta.

Dopo aver ammirato "gli occhi" dei pioppi bianchi ripartiamo!

Arriviamo al Velodromo, che fa anche da bacino di sfogo per l'esondazione del Seveso e che infatti è in parte allagato, con tanti gabbiani che nuotano. Seguiamo il canale Breda e raggiungiamo il Teatrino del Parco con un breve cenno alle colonne del carroponte che è la struttura originaria.

Per finire, abbiamo raggiunto gli stagni più vecchi, scavati dall'uomo. Qui sembra proprio uno stagno, anche se in realtà l'acqua viene immessa e fuoriesce da un punto di emissione.

La nostra biciclettata cercando l'acqua è finita. E' caduta anche dal cielo, ma siamo arrivati alla fine. Grazie a tutti!

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