Giornata iniziata di corsa: traffico ovunque e raggiungo il Parco in super ritardo! Arrivo alle 10...peccato che gli amici della 1°F sono arrivati alle 9...Per fortuna che c'è Massimo che li ha intrattenuti fino al mio arrivo...
Corro in Area Didattica Natura e qui vi trovo in cerchio con Massimo che vi spiega cosa è un Parco. Mi saluta e lascia la parola a me...

Facciamo un giro veloce di presentazioni e continuiamo il discorso scoprendo che un Parco è un area naturale protetta: un luogo dove la natura (flora e fauna) vengono protette e possono vivere indisturbate. Oggi ci troviamo all'interno di un Parco, ma un tempo (fino agli anni '70) il paesaggio che avremmo visto non sarebbe stato proprio questo....Eh, già, perchè un tempo qui era il regno del grano e del metallo. L'area era ricoperta da campi e dai capannoni della Breda. La Breda era una fabbrica milanese che, durante la Seconda Guerra Mondiale, costruiva aerei da guerra. Essendo essa stessa un obbiettivo militare importante per gli Alleati, veniva spesso bombardata. Così, i proprietari della stessa, decisero di costruire dei rifugi sotterranei per i propri operai: i bunker. Ora andremo a visitarli...

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Scendendo, vi colpisce subito lo spazio angusto, l'umidità e il freddo. Giunti nell'ultimo corridoio ci sediamo e, rispondendo alle vostre domande, scopriamo che:
- i bunker erano a forma di linea spezzata per essere meno individuabili durante i bombardamenti;
- tra un segmento e l'altro vi erano delle porte tagliafuoco che chiudevano ermeticamente ciascun segmento: questo impediva l'entrata di eventuale fumo da un corridoio vicino dove era scoppiata una bomba;
- sotto le porte c'è una specie di rialzo: questo serviva per chiudere ogni spazio possibile ed evitare che del fumo potesse entrare;
- accanto ai corridoi sono presenti delle stanze: qui venivano stipati acqua e cibo in scatola;
- c'erano anche i bagni...di certo, però, non erano molto lussuosi!
- non vi era lìilluminazione elettrica, ma c'erano delle lampade a petrolio che venivano appese sul soffitto delle gallerie e poi spente per poter risparmiare ossigeno;
- il cemento armato è stato costruito dall'uomo per resistere alle bombe, ma non resiste alle radici degli alberi!
Provando ad immedesimarci negli operai della Breda che qui si rifugiavano, proviamo: PAURA per la nostra vita, SPERANZA che la guerra possa finire, ANSIA per il rumore delle bombe, PREOCCUPAZIONE per i cari lasciati a casa, RIMPIANTO per non aver portato a termine il lavoro e RABBIA per l'impotenza davanti a questa situazione.
Bene, è giunto il momento di tornare al presente e usciamo alla luce del sole. Dovete sapere che, una volta terminata la guerra, non vi era più richiesta degli aerei, così gli ingegneri della Breda provarono a realizzare la metropolitana su gomma. Non ebbe molto successo e la fabbrica fallì.
Passarono gli anni e tutta l'area venne abbandonata e regnava il degrado. Finchè, nel 1970, i comuni di Milano, Sesto, Cinisello, Bresso e Cusano decisero di bonificare la zona e creare il Parco: abbatterono i capannoni, portarono via le macerie, seminarono l'erba e piantumarono le piante....piano piano nacque un bosco e iniziarono a giungere gli animali. Il Parco crebbe sempre di più fino ad oggi. Le specie animali e vegetali qui presenti sono numerose e assai diverse tra loro. Il loro numero e la loro diversità rappresenta la BIODIVERSITA' del Parco. Ora, il vostro compito, sarà quello di raccogliere il maggior numero di esempi di biodiversità e catalogarli. Pronti? Via!
C'è chi si sofferma ad osservare le rane dello stagno,...

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...chi cerca con titubanza di raccogliere le bacche di rosa canina...

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...e chi si domanda se i funghi che cresono sugli alberi morti siano commestibili...

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Alla fine della vostra ricerca ecco il vostro bottino! 

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E' una raccolta assai ricca! Bravi! 
Ma vediamo cosa avete trovato: dei gusci di chiocciola, un bacello di gleditsia, le foglie di betulla, un fungo a mensola, un po' di muschio, una castagna, la foglia del castagno, la menta acquatica (fiori e foglie), una foglia divisa in 5 parti, degli escrementi di volpe, la foglia di carpino, una corteccia mangiata dagli insetti, la foglia di nespolo, un fungo a mensola bianco, un caco, un fungo marrone, un tarassaco (fiore  e foglie), un melograno (frutto e foglie), il nocciolo (foglie e frutti), l'artemisia, dei fiori di asteracee, la fitolacca (fiori e foglie), la berretta da prete (frutti e foglie), le foglie di citronella, le foglie di trifoglio, le foglie e il ciuffo di una canna d'acqua, i semi della tifa, la bacca e il ramo di una rosa canina, la foglia di quercuia, delle mardole sgranocchiate, una foglia di edera, le foglie e il frutto della pianta delle giuggiole, delle bacche bianche, le foglie e le bacche di biancospino, le foglie di pioppo, le foglie e i semi dell'acero, una specie di carex , le foglie e le bacche della vite americana. Avete inoltre avvistato: delle lucertole, delle libellule rosse, delle mosche, delle formiche, delle zanzare, delle rane, dei gerridi, una tartaruga e una farfalla nera-rossa-arancione. Bravi!
Assegnandovi un punteggio da 1 a 4 per ogni oggetto a seconda di quanti gruppi sono riusciti a trovarli, totalizzate 177 punti!
Provate ora a pensare a delle relazioni che colleghino gli oggetti trovati. 5 punti per relazione:
- fiore di menta - ape (l'ape succhia il nettare dei fiori);
- animali che mangiano il melograno;
- fungo a mensola - pianta: il fungo è un po' un parassita della pianta;
- corteccia - buchi fatti dalle termiti : la corteccia è la casa e il cibo delle termiti;
- guscio di lumaca - riccio: il riccio si ciba delle lumache;
- nocciola- scoiattolo: lo scoiattolo mangia le nocciole;
- caco- volpi: le volpi mangiano i cachi. Ce n'era uno a terra mangiato;
- gerride - acqua: il gerride sfrutta la tensione superficiale dell'acqua per muoversi sulla sua superficie;
-mandorle - topolini: ci sono i segni del rosicchiamento su una mandorla.
Aggiungendo i punti delle relazioni arrivate a 222! Bravi! La biodiversità del Parco è elevata e i suoi elementi sono connessi strettamente!
Ma ora è tempo di merenda: ci incamminiamo verso il porticato della cascina dove avete organizzato un aperitivo condiviso. Buon appetito!

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