La giornata è fredda, ma il cielo è terso e il suo manto azzurro si stende sul Parco Nord. Alessandra ed io ci incamminiamo verso il punto di ritrovo di oggi: l'ingresso di Viale Suzzani.
All'altezza della montagnetta vi vediamo venirci incontro: gambe in spalla che dobbiamo raggiungere l'area didattica natura e iniziare la nostra attività!

Giunti a destinazione, ci presentiamo e cerchiamo di capire cosa sia un Parco: è un luogo verde, dove vivono animali e piante, dove ci sono delle regole di comportamento specifiche e dove si può venire a rilassarsi e ad osservare la Natura. Giusto! Ma, per esattezza un Parco è un'area naturale protetta: un luogo che ha il compito di preservare la biodiversità. "Ma cosa vuol dire?" chiede qualcuno. Già, cosa vuol dire BIODIVERSITA': è l'insieme della diversità biologica presente in un determinato ambiente. E' l'insieme delle forme di vita animali e vegetali di un luogo. Più il suo grado è alto e più un luogo naturale è sano. Per determinare il grado di biodiversità, i naturalisti eseguono dei censimenti. Oggi, il vostro compito sarà quello di raccogliere il maggior numero di specie vegetali e di tracce animali per definire il grado di biodiversità del Parco. Pronti? Dividetevi in quattro gruppi ed iniziate la raccolta!
C'è chi si sofferma ad osservare il canneto del laghetto...

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...e chi ha trovato una lumaca!

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Alla fine della ricerca, ecco il vostro bottino!

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Avviciniamoci e vediamo di cosa si tratta....

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menta acquatica, nocciole, ghiande, tarassaco, biancospino (foglie e bacche), muschio, foglia di pioppi, giuggiole, vescia, lichene, gusci di chiocciola, bacche nere, caco, caco mangiato forse da una volpe....

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...canna d'acqua, melograno, fitolacca, carex, prugna, tifa, carpino, pino, castagne, fungo a mensola, vite americana...

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...foglia di quercia, foglia di nespolo, erica, foglia di acero e semi di acero, asteracea, una piuma, delle noci, un rametto di artemisia, delle bacche di rosa canina, un cardo secco, delle foglie di citronella, la salvia selvatica, la budleia, la lumaca rossa, una tana forse di topolino, della resina, una cavalletta, un gerride, un alveare, un escremento di uccello, un escremento di volpe, un fungo marrone, una foglia di ortica, un fungo giallino, un coleottero, una cimice rossa e nera, un riccio, un sirfide e una rana.
Bravi! Avete trovato un sacco di cose! Direi che il grado di biodiversità è alto! Ma, prima, diamo un punteggio da 1 a 4 a seconda di quanti gruppi hanno trovato un oggetto (in base alla facilità di reperibilità di un oggetto...)...E siete riusciti a totalizzare ben: 156 punti! Bravi! 
Ma, ora provate a pensare: che tipo di relazioni possono esserci tra gli oggetti trovati?
- Lichene: simbiosi tra alga e fungo;
- fungo a mensola: è un parassita delle piante;
- fiore (tipo il tarassaco) - ape: l'ape succhia il nettare dei fiori e i fiori usano le api per l'impollinazione;
- volpe- bacche: negli escrementi di volpe si vedevano dei semini;
- semi della tifa - vento: è una tecnica di dispersione dei semi;
- guscio di lumaca- riccio: il riccio si ciba delle lumache;
- ghiande/nocciole - scoiattoli: le ghiande o le nocciole sono cibo per gli scoiattoli.
Assegnandovi 5 punti per ogni relazione usata, riuscite a totalizzare ben 191 punti!

Siamo andati alla ricerca di quello che c'è oggi nel Parco...ma cosa c'era prima? In passato il Parco è sempre stato così? 
Scopriamo che durante la seconda Guerra Mondiale, nell'area dove ora sorge il Parco, vi era una fabbrica che produce aerei militari: la Breda. Essendo essa stessa un obbiettivo strategico, veniva spesso bombardata. Per questo, vennero costruiti dei bunker affinchè gli operai potessero ripararsi durante i bombardamenti.
Siete pronti ad andare alla scoperta del passato? Scendiamo e rimanete colpiti dal luogo...

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Arriviamo in fondo e nell'ultimo corridoio ci sediamo e scopriamo che: 
- qui si rifugiavano solo le donne (gli uomini erano in guerra);
- la struttura è a linea spezzata per essere meno individuabile dagli aerei nemici. Tale struttura, inoltre, grazie anche alla presenza delle porte tagliafuco, impediva all'onda di deflagrazione di un'eventuale bomba di propagarsi in tutto il rifugio. Rimaneva, insomma, contenuta;
- le volte ad arco del soffitto sono molto più resistenti di quella ad architrave;
- chi si rifugiava stava qui al buio per risparmiare ossigeno (non c'erano le torce e l'elettricità! Quindi bisognava usare le lampade a petrolio!);
- a lato dei corridoi c'erano delle stanze di vettovagliamento dove venivano stipati dei viveri e dell'acqua;
- i viveri stipati erano costituiti da cibo in scatola per evitare che ammuffisse a causa dell'umidità.
Provando ad immedesimarci in chi ha passato delle ore in questo luogo i sentimenti che proviamo maggiormente sono: PAURA per il suono delle bombe sulla nostra testa, ANSIA per non sapere fino a quando sarebbe durato il bombardamento, SENSAZIONE DI AVERE LA VITA APPESA AD UN FILO, SICUREZZA (le pareti del bunker sono massicce), IMPOTENZA per la situazione bellica dell'epoca, PREOCCUPAZIONE per le persone care rimaste in superficie e RABBIA per la distruzione del lavoro e per essere coinvolti in una guerra non voluta da noi.

Dovete sapere che, terminata la guerra, la Breda non aveva più richiesta di aerei militari, quindi iniziò la costruzione della metropolitana su gomma. Non fu un progetto molto proficuo e così la fabbrica fallì e la zona cadde nel degrado. Solo nel 1970 grazie ai comuni di Sesto, Milano, Bresso, Cinisello e Cusano si potè iniziare l'opera di bonifica creando il Parco che abbiamo ora.

Purtroppo il tempo a nostra disposizione è finito...usciamo alla luce del sole e via verso il prato dove farete il pic-nic!

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