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Puntualissimi gli amici della 1°A della scuola Franceschi arrivano all'ingresso del Parco, pronti per scoprire i segreti legati alla sua storia.
Dall'ingresso di Via Suzzani ci spostiamo, superando una delle tante passerelle, arriviamo verso la Cascina Centro Parco e finalmente all'Area Didattica Natura.

Qui, in cerchio, ci presentiamo e scopriamo insieme di trovarci all'interno di una vera area naturale protetta: il Parco Nord. Un luogo costruito al fine di proteggere flora e fauna. Ma, dovete sapere, che il Parco non è un'area verde salvata dalla cementificazione, ma bensì la volontà di sindaci lungimiranti...Ma andiamo con ordine...
Prima degli anni '70, qui, sorgeva una fabbrica, la Breda, specializzata nella produzione di aerei militari durante il secondo conflitto mondiale. Essendo un obbiettivo militare strategico per gli Alleati, capitava spessi che venisse bombardata al fine di fermare la produzione. Così, per salvare gli operai dai bombardamenti, i dirigenti della fabbrica costruirono dei Bunker sotterranei. Ma per scoprire cosa sono i Bunker e come sono struttarati non ci resta che scendere sotto terra...
Qui, giunti in un lungo corridoio con delle panche ci accomodiamo e scopriamo alcune curiosità legate a questo luogo:
- hanno una struttura a linea spezzata per diminuire la probabilità di essere colpiti durante i bombardamenti;
- accanto ai corridoi si trovano delle stanze adibite allora a bagni o a magazzini;
- nei magazzini venivano stipati acqua e cibo in scatola per limitarne il deterioramento;
- tra un corridoio ed un altro venivano poste delle porte tagliafuoco: nel caso di uno scoppio improvviso, l'onda di deflagrazione si sarebbe fermata e le fiamme si sarebbero estite causa la mancanza di ossigeno;
- all'interno dei bunker regnava il buio: non c'era elettricità, ma bensì i rifugiati usavano delle torce che avevano l'obbligo di spegnere durante il periodo di stazionamento all'interno dei bunker per poter risparmiare l'ossigeno;
- la struttura dei bunker è a volta, struttura senza punti deboli, a differenza di quella ad architrave.
Bene, ma ora, provate ad immedesimarvi: cosa provereste se foste operai della Breda? Mi dite che provereste: PAURA per le proprie vite, PREOCCUPAZIONE per i cari lasciati in superficie, PACE perchè alla fine è Dio a decidere se è giunto il momento di morire o vivere e non l'uomo, ANGOSCIA per la possibilità che l'ossigeno finisca e ANSIA per non sapere per quanto tempo sarebbero durati i bombardamenti.
Qualche pancia brontola, quindi è ora di salire e fare merenda!
Terminata la pausa, ci rimettiamo in marci e ci avviciamo ad una struttura ormai ricoperta dalla vegetazione: questo è quello che rimane delle Palazzina Volo.

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Gli aerei, prima di essere venduti, venivano testati. Dove? In un aereoporto e la Palazzina Volo non è altro che la torre di controllo di questo aereoporto.
La visita continua fino a giungere ad una struttura semicoperta: il teatrino Breda! Qui, seduti su un muretto ascoltiamo...

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Questa struttura, oggi usata dal Parco come luogo di diversi eventi, era l'ex carroponte della Breda. Qui venivano assemblate le diverse parti degli aerei. Poco lontano da qui, si trovava la fornace, dove venivano fusi i metalli grazie al carbone. I resti della fusione, il carbon cook, veniva stipato nel prato che vediamo sotto di noi. Quando, alla fine della guerra, la fabbrica fu costretta a chiudere i battenti, i resti del carbon cook vennero, moschiati alla terra, usati dal Parco per costruire le colline. Anche la collina sulla quale ci troviamo oggi! Questi resti, grazie all'azione dei microrganismi e degli agenti atmosferici, si sono trasformati in una roccia presente solo qui: la marogna!
Bene, è giunto il momento di salire sulla collina più alta del Parco...ma non faremo il sentiero classico...Pronti?

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...sulla cima della collina si intravede una strana struttura...

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Giunti sulla cima, in cerchio, seduti all'ombra del monumento, capiamo che questo è un memoriale. Un luogo costruito in memoria di quegli operai della Breda deportati nei campi di concentramento nazisti. L'Italia , all'inizio, era alleata della Germania, ma, cambiando schieramento a merà del conflitto si ritrovò all'interno dei suoi territori il nemico. I soldati nazisti, per limitare la produzione, decisero di catturare gli operai e di portarli nei lagher. Qui, venivano costretti a lavori massacranti in condizioni che li portavano alla morte. Venne perpetrato il piano di sterminio selettivo di Hitler.
Il monumento è costituito da diverse parti: le pietre alla base simboleggiano il duro lavoro nei lagher nazisti e le vite di numerosi uomini sprecate in questi luoghi, le braccia in acciaio simboleggiano l'origine del lavoro di questi deportati (operai di un'acciaieria) e le pietre sulla cima rappresentano le anime di coloro che stanno raggiungengo il cielo.

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Siete scioccati dal racconto appena udito e percorrete in silenzio l'elenco degli operai deportati...

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Come vi anticipavo, alla fine del conflitto, non vi fu più richiesta di costruzione di aerei, quindi la Breda, dopo un tentativo fallimentare di costruzione di metropolitana su gomma, fallì e il comuni di Sesto, Milano, Cinisello, Cusano e Bresso decisero di bonificare l'area. Tolsero le macerie dei capannoni, iniziarono la piantumazione di alberi (se notate lungo i viali sono messi in fila) e la semina di prati. Arrivando il verde sono arrivati anche gli animali e il Parco Nord è diventato un piccolo scrigno di biodiversità! Dal metallo dell'acciaieria abbiamo ora il verde dei boschi!
Il tempo per visita è finito, buon rientro e alla prossima!

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