Ed eccoci di nuovo qui, pronte a lavorare insieme a voi una seconda volta come veri e propri scienziati !

Anche oggi il tempo non è dei migliori, ma non ci lasciamo scoraggiare... le belle giornate estive sono ormai dietro l'angolo e noi pazientemente aspettiamo il momento giusto per godercele appieno.

Io e Bianca arriviamo come sempre con un po' d'anticipo per preparare tutti i materiali che useremo oggi... 

E quando arrivate pieni di entusiasmo ci si scalda immediatamente il cuore.

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Anche oggi parleremo di suolo: la scorsa volta abbiamo osservato e descritto il terreno proveniente dall'orto di Bianca, dal Parco Nord, dall'aiuola che si trova fuori dalla vostra classe ed infine dall'orto della vostra scuola. Avevamo posizionato questi quattro campioni all'interno di alcune vaschette, scoprendo così che nel suolo sono presenti diversi materiali: terriccio (o humus), ghiaia, sabbia e argilla.
Le attività di oggi avranno a che fare proprio con questi quattro materiali: vogliamo capire, attraverso la realizzazione di esperimenti scientifici divertenti e interessanti, quali sono le caratteristiche di queste sostanze e come cambia il terreno a seconda della loro presenza.
Prima di cominciare la maestra Paola ci confida che, purtroppo, uno dei due vasetti in cui avevate messo la terra con i semi raccolti durante la vostra uscita al Parco Nord è caduto e si è rotto... Un vero peccato, ma abbiamo pensato ad un modo per rimediare al "danno" e vi abbiamo portato una bustina di fiori di campo da farvi seminare ed osservare con il passare del tempo.
 Approfittiamo di questo momento per andare a recuperare le vaschette di terreno analizzate l'altra volta e vediamo che al loro interno si  sono formate delle muffe e dei piccoli germogli. Come mai secondo voi? Come è possibile che, nonostante la mancanza di luce, aria ed acqua (elementi indispensabili alla vita) siano cresciute spontaneamente queste forme di vita?
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Sveliamo l'arcano: all'interno delle vaschette la terra raccolta era piuttosto umida, anche perchè in questi giorni sta piovendo parecchio... è proprio l'umidità formatasi all'interno dei sacchetti in cui abbiamo messo i nostri campioni ad aver reso possibile tutto questo ! Solo la terra del Parco Nord non presenta le stesse caratteristiche: è più secca, questo perchè raccolta durante giornate di sole, durante le quali la percentuale di umidità nell'aria era molto bassa.
Dopo un'attenta analisi dei cambiamenti avvenuti al nostro terreno, procediamo con il primo esperimento. 
Siete pronti? 
Versiamo i nostri campioni di terra dentro a quattro bottiglie di plastica vuote da 1,5 litri e, una volta ultimato questo passaggio, aggiungiamo ad ognuna di essere circa mezzo litro d'acqua. E adesso... tutti a scuotere il contenuto delle bottiglie con vigore ed energia !
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Le nostre bottiglie sono pronte per essere lasciate a riposo; l'obiettivo? Scoprire cosa succede a questi due elementi (acqua e terra) quando li si mischia. cb sardegna2atris10
Cambieranno consistenza ? Odore ? Colore ?  Potranno crescerci dentro delle piante o dei fiori ?
Vi lasciamo il compito di monitorarle e descrivere ciò che vedete.
 Ora possiamo procedere al secondo esperimento, quello sui quattro materiali presenti nel suolo.

Stavolta, siccome il procedimento richiede molta attenzione al tempo necessario per vedere i risultati, io e Bianca prendiamo le vaschette con humus, argilla, sabbia e ghiaia e ci mettiamo di fronte a voi per mostrarvi bene i passaggi.

Prima del nostro arrivo ci siamo messe a tagliare altre quattro bottiglie di plastica per creare un contenitore adatto allo svolgimento dell'esperimento: le abbiamo divise quasi a metà e abbiamo fissato la parte superiore al corpo della bottiglia, con la parte del tappo rivolta verso il fondo per creare un modello di imbuto. Fatto questo, abbiamo posizionato un dischetto di cotone al suo interno per "tappare" l'imboccatura della bottiglia e realizzare così una specie di filtro.

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Prepariamo anche in questo caso una piccola caraffa contenente circa mezzo litro d'acqua che ci servirà per studiare la PERMEABILITA' di questi elementi, ovvero la loro capacità di trattenere/assorbire la componente liquida al loro interno.

Procediamo ! 

Versiamo prima i nostri quattro materiali, uno alla volta, all'interno del nostro "imbuto" ed il filtro impedisce la loro caduta sul fondo della bottiglia; poi, sempre procedendo su un campione alla volta, aggiungiamo la nostra acqua.

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La ghiaia è l'elemento che lascia passare più acqua: i sassi non la assorbono ! 

La sabbia ci mette più di 5 minuti a far filtrare la parte liquida e ne trattiene al suo interno un bel po'... ma mai quanto il terriccio, che invece funziona proprio come una spugna, che assorbe molta più acqua rispetto agli altri materiali, ma ci mette comunque poco tempo (meno della ghiaia !) a farla passare. 

L'argilla invece fa da vero e proprio tappo e solo dopo qualche minuti inizia a far cadere qualche piccola goccia d'acqua.

 Sono già passate due ore, il nostro tempo insieme è volato... non vi resta che verificare le ipotesi fatte in classe, come veri scienziati !

Ci siamo divertiti molto tutti insieme, lavorare con voi è stato uno spasso...

Grazie di averci fatto trascorrere due piacevoli ore in vostra compagnia !

 

 
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