Una fredda fredda freddissima giornata oggi, e nel primo pomeriggio inizia anche a piovere ma, ritrovandoci ormai dopo tante volte, ce lo diciamo: la nostra prima uscita dell'anno è sempre così!

E allora siamo comunque pronti per stare insieme oggi e altre due volte per questo vostro ultimo anno!

Raggiungiamo il nostro amico Palmino, tappa affezionata delle nostre uscite al Parco.

Lo includiamo nel nostro cerchio e mi presentate una nuova compagna. Le raccontiamo chi è Palmino, e che noi ormai sono tanti anni che ci incontriamo, e ogni anno abbiamo scoperto insieme qualcosa di diverso: gli alberi, e Palmino appunto, i funghi cuochi, i sensi, i sassi, il clima.. insomma tantissimi argomenti! Di cosa non abbiamo ancora parlato? L'acqua!

In classe avete già studiato il ciclo dell'acqua, gli stati della materia, avete visto degli esperimenti e misurato il ph di diverse sostanze sciolte in acqua.

L'acqua, mi dite, serve per vivere: per bere, noi, tutti gli altri animali, e le piante. E quello che baviamo, mi spiegate, arriva fino alle più piccole cellule del nostro corpo. E poi serve a tutti gli esseri viventi che nell'acqua proprio ci vivono, alcuni solo in alcune fasi, come le larve degli insetti, altri sempre.

Vi chiedo di ipotizzare al Parco dove troveremo l'acqua: sotto terra, negli stagni, nei canali. Più tutte le volte che piove, nevica, c'è la brina. Qui stagni, o meglio laghetti, e canali sono tutti stati scavati dall'uomo. Gli animali, e in molti casi le piante acquatiche, sono arrivati da soli.

Alcuni laghetti sono molto "naturali", altri più artificiali. Fanno parte del paesaggio, e l'acqua ha anche questa funzione: modificare, abbeliire, arricchire un luogo.

Ci avviciniamo al lago grande, che al Parco chiamano Lago Niguarda. Qui è evidente la mano dell'uomo. Cosa osservate? Sponde in cemento, balaustre... Più in là vediamo una sponda che invece è più naturale, e ragioniamo sulle differenze. Sicuramente per alcuni animali, come le rane, è più difficile uscire dal lago grande mentre è più semplice una sponda che gradatamente sale in superficie.

Percorrendo la strada che costeggia il lago andiamo incontro ad un bellissimo cigno che, complici le voci dei compagni della C, sta venendo verso di noi.

Ci guarda, e forse vorrebbe anche da mangiare, ma non è corretto abituarlo! Più in là strillano i gabbiani, e uno sta litigando con una cornacchia... prima lui insegue lei, poi viceversa, e anche lei gracchia forte. Però mi dite: e se stessero giocando?

Dal lago seguiamo a ritroso il canale che lo alimenta.

E' acqua del Volloresi, un grande e storico canale che da oltre 150 anni porta acqua ed è fondamentale per tutta l'agricoltura del nord Milano.

Lo seguiamo verso nord. Ogni tanto sparisce sotto una strada o sotto un prato.

Per proseguire dobbiamo attraversare una strada, stando un po' attenti ai punti più trafficati.

Rientriamo nel Parco e ci accorgiamo che è il confine di Milano.

Siamo dalla parte di Brusuglio, una zona di Cormano. E qui ritroviamo l'acqua, ma i canali si diramano: si intrecciano ripartono, in un bellissimo gioco di linee dritte e curve. Mentre attraversiamo il prato si alza in volo l'airone cinerino. Bellissimo!

Arriviamo ad un laghetto, molto diverso da quello visto prima.

Qui notiamo alcune coppie di germani reali, gallinelle d'acqua, e qualche immancabile gabbiano.

Anche di questo lago cerchiamo il punto di ingresso dell'acqua, e scopriamo chiuse, e poco più in là altri incroci d'acqua.

Per tornare scegliamo di seguire un filare di pioppi che si affaccia sull'acqua.

Dobbiamo camminare un po' di corsa perché per l'orario di uscita della vostra scuola siamo in ritardo.

Vi lascio con qualche approfondimento da fare: lo stagno naturale, il canale Villoresi, l'agricoltura nel nord Milano. Ma soprattutto grazie del pomeriggio, anche se freddo, e buon inverno! A presto!

 

 

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