Una giornata di sole ci accoglie, anche se finché non è alto sulle nostre teste l'aria è piuttosto fredda. Ci incontriamo al Centro Civico di Bresso e ci spostiamo verso il punto di inizio dell'attività di stamattina.

Raggiungiamo uno spiazzo dove poterci fermare, e ci presentiamo: io sono Alessandra e voi?

Sapete che oggi conosceremo da vicino il Seveso, un fiume, o meglio un torrente, che attraversa Bresso e che è poco lonano da noi.

Ha una storia particolare: qui se chi ha i nonni di Bresso chiede, scoprirete che si faceva il bagno e si pescava. Oggi è impossibile, quest'acqua è stata inquinata e forse piano piano tornerà pulita, ma ora questo fiume soffre ancora.

Però il tratto che scorre nel Parco è stato curato, e intorno sono stati piantati alberi, arbusti, e le pareti del fiume, che si chiamano argini, sono state sistemate. L'acqua è ancora sporca, ma l'ambiente intorno no. Oggi seguiremo la strada del fiume e seguiremo una mappa.

Una mappa è come un disegno, visto dall'alto, di un certo posto. Dobbiamo immaginare di essere uccelli, o insetti, e volando in alto guardare giù. Il fiume sembra lunghissimo! Il tratto che attraversa il Parco non ci sta su un foglio solo ne servono quattro!

Insieme proviamo a riordinare i fogli, e poi, divisi in gruppi, ogni gruppo a sua volta prova ad orientarsi, segnando il punto dove siamo e provando a capire da che parte andare.

Tenendo a turno i diversi fogli, ci incammineremo lungo il torrente, provando a riconoscere i punti di riferimento disegnati sulla mappa, e provando ad indentificarne di nuovi. Un buon punto di riferimento è qualcosa che sta fermo, difficile da spostare, che con buona probabilità nel corso degli anni rimarrà tale.

Si comincia!

Prima di tutto identifichiamo il primo ponte:

Ed un tubo nelle sue vicinanze:

I fiori non sono un buon punto di riferimento "però sono belli":

Procediamo, fermandoci quando riconosciamo o vogliamo segnare qualcosa.

Il secondo ponte:

Un boschetto di sempreverdi:

Il punto di raccolta degli scarti verdi degli ortisti (anche qui, quanti fiori bellissimi!) con gli orti alle nostre spalle.

Il punto di passaggio sul secodno foglio è caratterizzato dal terzo ponte, da una piccola rotonda e da una strana scultura piena di buchi.

Continuiamo, incontrando una strana recinzione metallica: in realtà sono griglie che in passato  venivano utilizzate per gestire il torrente quando pioveva troppo e l'acqua esondava, cioè usciva dagli argini.

Proseguiamo, costeggiando da una parte il fiume dall'altra il cimitero di Bruzzano. Qui l'acqua cambia velocità, in corrispondenza di una curva, ed anche gli argini cambiano forma: da grossi sassi ricoperti di verde (messi dall'uomo ma più simili ad un paesaggio naturale) diventano cementificati e molto verticali.

Poco più avanti faccciamo merenda, accorgendoci che l'aria è ancora piena di zanzare!

Fiancheggiamo il depuratore, dove delle griglie tolgono dall'acqua i rifiuti solidi: sacchetti, bottiglie, lattine... perché secodno voi? rimandiamo la domanda alla fine del nostro percorso.

Andiamo avanti, incontrando cascate, alberi-ponte:

anatre,

ed uscendo dal boscato sul prato al sole scopriamo che un ponte nuovo sulla mappa non c'è!

Da qui ci accorgiamo che il Seveso sul fondo è rosso!

Ed ecco, percorsa ala passerella del Gigante, l'ultimo punto di oggi: entriamo nel comune di Milano, il Seveso qui va sotto la strada e sparice...dove andrà? lo scprirete voi a scuola.

 

Proviamo a rispondere alla domanda di prima, perché togliere i rifiuti solidi dal Seveso prorpio a Bresso: perché altrimenti, infilandosi sotto la città, si intaserebbe tutto! Purtroppo anche così, quando piùve troppo, l'acqua del Seveso a volte non sa dove andare ed esce dai tombini dei quartieri a nord di Milano e vicini a dove siamo noi ora.

Adesso che siamo alla fine, raccolte le mappe, vi chiedo per la prossima volta di ridisegnarle, colorandole ed arricchendole con i vostri disegni.

Come promesso, per salutarci scaliamo la ripa erbosa che dalla strada sale alla passerella: arrivederci a tutti! Voi rientrerete a scuola da qui.

 

 

 

 

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