garibaldino

Buongiorno a tutti! Eccoci insieme per questa mattina, oggi ci siamo io, Alessandra, ed Enrico, e le due classi lavoreranno insieme. Siamo tanti ma ce la faremo! La giornata è nebbiosa ed un po' fredda, ma questo non ci ferma!

Come prima cosa ci spostamo dietro alla Cascina, dove si trova l'area didattica.

Vi racconto la storia del Parco, lunga poco più di quarant'annii, e di come si possa essere trasformata l'area industriale della Breda nell'area verde di oggi.

Dopo la Seconda Guerra e i bombardamenti queste zone vennero un po' abbandonate, qualcuno coltivava alcuni punti, per altri era diventata una discarica. Qui si rischiò che venissero costruite case, strade, centri commerciali, ma per fortuna i comitati di cittadini che volevano un'area verde ebbero il sopravvento e nacque il Parco. Ancora oggi possiamo osservare "reperti" di archeologia industriale del passato, come i bunker, i rifugi dell'ex areoporto della Breda, che durante la seconda guerra mondiale era un punto strategico da bombardare ed era necessario averli per gli operai.

Entriamo, raggiungendo la stanza dove sederci tutti, siamo tra ragazzi ed adulti più di cinquanta!

Il bunker era attrezzato con spazi per scorte di acqua, forse anche di cibo, e di strumenti come pale per poter scavare se una parte del bunker fosse crollata. C'erano anche dei bagni, un impianto elettrico che sicuramente faceva una luce più fioca di quella che c'è oggi, e delle aperture per fas passare l'ossigeno, anche se per non consumarlo la gente probabilmente si sedeva in silenzio.. e aspettava.

Le radici del bosco sopra le nostre teste sono più forti del cemento, e negli anni sono entrate trasformando questo posto in una specie di galleria del coniglio di Alice nel paese delle Mraviglie. Ora è stato ripulito ma già un'albero ha ricominciato il suo lento lavoro entrando da una piastra di metallo.

A gruppi turnandovi vi spostate per il bunker, per osservare le cose che ho descritto e le foto che sono appese nelle varie stanze.

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Insieme poi proseguiamo continuando a scoprire le varie immagini presenti.

Una volta usciti si fa merenda, anche se la nebbia non permette al sole di filtrare e fa un po' freddo.

Ci spostiamo e lungo la strada osserviamo una vecchia torretta di avvistamento... la riconoscete per averla vista intera e poi bombardata in una delle foto.

Continuando il percorso ci fermiamo ai piedi della Montagnetta del Parco. Anche questa è una traccia del passato, più nascosta in realtà: era il deposito degli scarti della Breda. Quando si costruì il Parco anziché portare via questa montagna di sassi si decise di coprirli con la terra, di pianate alberi e trasformarla.

Ci fermiamo ai piedi di una salita per presentare quello che vedremo: il Monumento al Deportato. Voi mi raccontate quello che sapete, dei campi di concentramento, delle deportazioni. Insiemesaliamo, per osservare anche il monumento vero e proprio e le lapidi in memoria di tutti gli operai deportati.

Con un ultimo cerchio e le ultime riflessioni su quanto abbiamo visto ci salutiamo. Grazie della mattina e della vostra attenzione nonostante fossimo numerosi.

Spostandoci verso la passarella che prenderete per tornare a scuola vi invito ad osservare anche il Teatrino del Parco, la trasformazione di un carroponte di cui ancora si intravedono la struttura e le colonne portanti.

Ora abbiamo finito davvero!

 

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