garibaldino

Benvenuti amici al Parco Nord! Arrivate un pochino in ritardo: Massimo ed io eravamo preoccupati vi foste dimenticati! Per fortuna non è così!
Siete un pochino stanchi perchè avete fatto una bella camminata per arrivare in Cascina, ma non appena ci vedete, ci riconoscete subito! Ci eravamo incontrati anche l'anno scorso!

Dopo un primo momento di saluti, ci dividiamo: la 5°A verrà con me e, dopo che mi avete messo alla prova su quali nomi ricordassi (compito assai arduo dopo un anno!), ci incamminiamo verso i Bunker.
Siete tutti molto eccitati: l'idea di scendere nelle viscere della Terra dove un tempo si erano rifugiate delle persone durante la Seconda Guerra Mondiale, vi manda su di giri!
Ma, andiamo con ordine: dovete sapere che il Parco Nord non è sempre esistito, anzi! Prima, proprio qui dove ci troviamo ora, ma anche in tutta la zona che avete percorso per venire qui, si estendeva una fabbrica: la Breda. La ditta produceva aerei da guerra, usati durante il secondo conflitto mondiale.
Come ben mi dite, l'Italia durante la Guerra ha cambiato alleanze: passando da quella con i tedeschi a quella con gli inglesi e i francesi. In questa seconda fase, i tedeschi trovandosi un nemico così vicino, han deciso di iniziare a fissare come loro target le industrie belliche italiane, quindi anche la Breda. Così, per creare un rifugio alle persone che lì lavoravano, sono stati costruiti dei tunnel sotterranei: i bunker.
Ma, non vi voglio svelare nulla...scendiamo in silenzio alla scoperta di questo mondo...
Appena entrati rimanete colpiti da un'enorme bomba tessuta ad uncinetto: regalo di un'associazione di vedove di una fabbrica bombardata in un giorno feriale vicino a Bergamo.

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Ci addentriamo sempre di più e giungiamo all'ultima sala...

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Qui, ci sediamo. La stanza è buia e subito vi immedesimate in coloro che qui sono stati un tempo. Dite che sicuramente avranno provato ansia, paura, angoscia, paura per l'eventuale perdita dei loro cari, preoccupazione (chissà se sarebbero usciti vivi.,).
Ma, proviamo un po' ad osservare la struttura die bunker: sono dei cuniculi fatti a linea spezzata. Questo è fondamentale per evitare che, durante i bombardamenti, i nemici riuscissero immediatamente a colpire e distruggere il rifugio. Magari colpivano un segmento, ma non erano a conoscenza della direzione dello sviluppo dei bunker.
Se osserviamo, inoltre, tra un corridoio e l'altro sono presenti delle porte: le porte tagliafuoco. Queste venivano chiuse in modo ermetico ed impedivano all'eventuale esplosione di propagarsi nel corridoio successivo.
Sinonimo di stabilità della struttura è la struttura a cuniculo e non ad architrave (come quella delle nostre stanze di casa): è una struttura che a livello geometrico riesce ad assorbire meglio le vibrazioni, rimandendo più stabile.
"Ma era buio?" mi chiedete. Sì, le persone che qui scendevano, avevano solo un piccolo lume che però si premunivano a spegnere velocemente per evitare che consumasse l'ossigeno presente nel luogo.
Capiamo insieme che queste strutture di rifugio ospitavano gli operai della Breda (donne e pochi uomini che non erano partiti per il fronte) e che strutture simili si trovano anche sparse per tutta Milano: ci sono i bunker degli ospedali e quelli delle scuole.
La curiosità è tanta, ma è giunto il momento di uscire alla luce del sole e camminare verso la Palazzina Volo.

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Come si diceva, la Breda costruiva aerei militari. Una volta costruiti, però, andavano testati, quindi serviva un'aereoporto. Ed ogni aereoporto che si rispetti ha una torre di controllo: ecco quella della Breda!
Ci incamminiamo verso la montagnetta e lungo il percorso troviamo una foglia ricoperta da fantastici cristalli di ghiaccio: "Sembrano piccoli alberi di Natale" dice uno di voi!

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Superata la passerella e dopo esserci arrampicati sulla montagnetta, giungiamo al monumento del deportato.

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Il monumento è stato costruito per ricordare tutti quegli operai della Breda che sono stati deportati nei campi di sterminio. Certo, perchè i nemici, una volta annientate le fabbriche con produzione bellica, dovevano assicurarsi che la produzione non continuasse in altri luogh segreti.
Se ci avviciniamo vediamo che l'artista ha voluto mettere delle pietre rappresentanti il lavoro duro che i prigionieri erano costretti a sopportare e delle piccole teche di vetro con della terra e della cenere proveniente dai più grandi campi di sterminio tedeschi.

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Ma, secondo voi, perchè il monumento è stato posizionato proprio in questo luogo? "Forse perchè, come l'Olimpo era in alto per essere più vicino agli dei, qui lo hanno messo in alto affinchè le anime fossero più vicini a Dio?" mi dite. Bravi! Questa è una delle motivazioni. L'altra risiede nella vista che si gode da qui: da questo punto sopraelevato si può osservare i palazzi di Bresso, luogo natio degli operai. Da qui, le loro anime e i loro ricordi, possono volare verso casa.

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Scendiamo dalla montagnetta e ci dirigiamo verso il teatrino. Questa è una zona ora utilizzata per spettacoli di vario genere dal Parco, ma prima, dovete sapere, era il carroponte della Breda.

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Ma cosa è un carroponte? E' il luogo dove venivano assemblati gli aerei. Dovete pensare che le colonne che vedete oggi, sono solo la metà di quelle originarie. Le altre, si trovano sotto i nostri i piedi. "Perchè sono state coperte?" mi chiedete. Proviamo a guardarci attorno: ci sono delle strane colline e anche noi ora siamo su una strana collina. Strana, perchè a Milano si è mai sentito parlare di colline? Dovete sapere che, quando la fabbrica, alla fine del conflitto, dopo aver provato a produrre vetture ferroviarie, è fallita, è stata abbandonata. I suoi scarti metallici, quelli di lavorazione degli aerei, non sono stati smaltiti completamente ma sono stati utilizzati da coloro che hanno creato il Parco per fare queste collinette. Se si scava, a volte, si trovano questi pezzi di ferro! Ma il ferro, nel corso del tempo, si è trasformato: passando da lucido e argenteo a poroso e ossidato. E' divantato marogna: un minerale unico che si trova solo qui!
Ma, come vi dicevo, dopo il fallimento della fabbrica, i comuni di Cinisello, Cusano, Sesto, Milano e Bresso hanno deciso di bonificare quest'area abbandonata e di creare il Parco! Ma per farlo ci è voluto tempo per seminare i prati, far crescere gli alberi e far arrivare gli animali!
Sì, perchè, a parte i pesci che sono stati immessi, gli altri sono giunti naturalmente: spinti dalle fonti di cibo qui presenti e da nuovi posti di rifugio!
Quindi, la fabbrica è diventata un matre di verde!
Purtoppo è giunta l'ora di salutarci...alla prossima e buon inizio della scuola media!

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