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Ben ritrovati al Parco, amici della 3A! Siamo Marta e Alessandra, e insieme andiamo in area didattica per continuare il nostro lavoro sulle mappe...

La scorsa uscita con voi c'era Massimo: avevate cercato a segnato sulla mappa alcuni luoghi particolari all'interno dell'area didattica: la garitta dove si nascondevano le sentinelle, l'antico Nonno ciliegio, il piccolo fico, lo "scheletro del dinosauro"...

Avete svolto in classe alcuni dei compiti Massimo vi ha affidato: i racconti sul dinosauro del Parco Nord, che leggiamo tutti insieme...

...E i disegni in cui immaginate come possa essere l'interno del Bunker Breda. Quasi tutti hanno immaginato che contenessero delle armi, qualche provvista, magari dei tavoli o delle sedie o qualcosa per rendere la vita più confortevole. Li avete uniti per formare un lungo striscione, di grande impatto visivo!

Presto scenderemo nel bunker e potremo verificare le vostre ipotesi! Nel frattempo, prestate attenzione ai piccoli e grandi cambiamenti lungo il percorso: la garitta, che a ottobre era ben visibile, ora è coperta e quasi nascosta dalle foglie...

...Mentre lo stagno è pieno di rane che fanno chiasso o riposano al sole!

All'ingresso dei cunicoli ci accoglie una bomba fatta di pizzo, un dono delle vedove degli operai della Breda, per cui fu costruito questo rifugio durante la Seconda Guerra Mondiale...

In uno stanzino, forse un ex magazzino, si possono osservare le foto dei capannoni e del campo volo militare adiacente prima e dopo il bombardamento del 30 aprile 1944, il più importante che avvenne in quest'area...

Sulle pareti sono state riprodotte le indicazioni che c'erano allora: all'acqua potabile, all'uscita, ai gabinetti... Queste indicazioni erano necessarie perchè le persone, prese dal panico, potevano perdere la lucidità necessaria per orientarsi e per agire con calma, col rischio di creare situazioni pericolose per sè e per gli altri.

Come vi immaginate i gabinetti di un rifugio antiaereo? Provate a dare un'occhiata...

Sono delle tazze molto semplici, in cemento, e senza acqua; questo significa che tutto quello che veniva prodotto all'interno del bunker doveva essere portato fuori, successivamente, a mano.

 Lungo le pareti successive troviamo foto degli operai e degli aerei e una linea del tempo riassuntiva degli eventi succedutisi dalla Guerra al giorno d'oggi. Notiamo la forma a volta di botte dei bunker: è un'architettura che risale addiritura agli Etruschi, e qui è stata usata perché è la migliore per sostenere il peso verticale dei quintali di terra che stanno sopra di noi.

Oltre a questo, la forma spezzata di questi corridoi è abbastanza particolare... Quale poteva essene l'utilità secondo voi? Qualcuno immagina che servisse per far stare più persone in meno spazio, ma lo spazio non era proprio un problema, qui non c'erano tante case... Però si vedono delle porte di cemento fra un segmento e l'altro: quelle porte, e la stessa divisione in tratti perpendicolari fra di loro, servivano a salvare le persone vicine e limitare i danni nel caso una bomba fosse riuscita a entrare nel bunker.

Una volta usciti dai coridoi sotterranei, ci soffermiamo qualche minuto a leggere tutti i sogni con cui avete riempito il grande seme bianco. Sono tutti molto interessanti!

Anche quello che vi chiediamo di fare durante la seconda parte di questa mattinata ha a che fare con il futuro: infatti vorremmo che vi divideste in tre squadre, e che ogni squadra cercasse un punto che gli sembra interessante all'interno dell'area didattica, gli desse un nome e inventasse un indovinello, per inserirlo nella "caccia al luogo" dell'anno prossimo!

Il primo gruppo trova un Mondo fiorito: "Un punto molto colorato, vicino all'albero più vecchio è stato trovato"

Il secondo trova un Fior di roccia: "Sembra un fiore ma di sassi, se lo trovate siete degli assi"

Mentre il terzo gruppo sceglie il Focolare della Natura: "Non è un fuoco che vediamo, ma un ceppo attorno a cui ci sediamo"

Speriamo che vi siate divertiti e che sia stato interessante! Ciao a tutti!