Il sole splende sul Parco Nord ed in questa bellissima giornata incontriamo gli amici della 2D e della 3E presso la Villa Manzoni.
Questo magnifico edificio fu la residenza estiva del celebre scrittore Alessandro Manzoni e della sua famiglia. 

Ma... cominciamo con la nostra attività! Cosa faremo oggi? 

Oggi impareremo a conoscere meglio il nostro Parco e le vie d'acqua che lo caratterizzano. Dal momento che il percorso da compiere è troppo lungo per il tempo a disposizione, lo faremo tutto pedalando!!

Quindi, tutti in sella e si parte!

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Con estrema velocità entriamo nel Parco Nord...

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...e ci fermiamo in un punto molto particolare, storico per il nostro Parco!

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Questo è il luogo in cui l'acqua, che arriva dal fiume Ticino attraverso il canale Villoresi, entra nel Parco Nord! Questo sistema di canali è molto antico, risale al 1850, e veniva utilizzato dai contadini per irrigare i campi.

Quest'area del parco è importante anche per un secondo motivo: qui possiamo ammirare un viale di pioppi che hanno più di 100 anni e che quindi esistevano prima della nascita del Parco!

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Il nostro tragitto ci conduce al lago di bruzzano...

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Questo è uno specchio d'acqua di recente costruzione ed è di fondamentale importanza perchè richiama molta avifauna, come ad esempio i germani...

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...e le gallinelle d'acqua...

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Al centro di questo lago sono stati realizzati due isolotti, luogo importante per la nidificazione degli uccelli, e non solo...infatti qui è facile osservare le tartarughe distese a prendere il sole!

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Continuiamo con il nostro viaggio seguendo i canali!

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E dove ci portano questi canali? Al fiume Seveso!

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Questo è l'unico tratto del tutto naturale, risalente a circa 20000 anni fa. Il Seveso nasce a Cavallasca, in provincia di Como, vicino ai confini con la Svizzera e sfocia nel naviglio della Martesana. 

Nella zona compresa tra Bresso e Milano il Seveso scorre sottoterra, ed in caso di abbondanti piogge è possibile che il fiume esondi allagando i quartieri di queste zone.

È facile associare il fiume Seveso alla parola inquinamento. Difatti, negli anni '60 e '70 qui venivano sversati i reflui delle industrie tintorie e di conseguenza il Seveso diventava una sorta di arcobaleno. 

Ora sono presenti altre forme di inquinamento, come gli scarichi fognari, e ancora oggi l'acqua del Seveso non può definirsi pulita, difatti non troviamo neanche un pesce, anche se è possibile osservare qualche germano reale nidificare.

Durante il nostro tragitto passiamo vicino ad una specie di depuratore, che funge da setaccio per il materiale più voluminoso. Questo processo è fondamentale perchè evita che tutto questo materiale vada ad intasare il canale sotterraneo, dentro cui scorre il Seveso. 

Continuando a pedalare arriviamo al Lago Niguarda!

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Questo è lo specchio d'acqua più recente e più grande dell'intero Parco Nord!

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Qui oggi possiamo osservare anche un esemplare di cormorano intento a cacciare qualche pesciolino!

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Dopo una breve sosta per la merenda, e dopo aver fatto conoscenza con i cavalli poliziotti, riprendiamo a pedalare! 

Dopo qualche salitella, e qualche discesa, arriviamo al Velodromo...

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Questa struttura è stata inizialmente creata come bacino di rinvaso per i periodi di esondazione del fiume Seveso. Successivamente, visto l’aumento dei ciclisti e dei fruitori del Parco Nord, è stato creato, attorno al bacino di rinvaso, un circuito veloce per l'allenamento dei ciclisti: il velodromo, il quale viene gestito e controllato da volontari dell’Associazione Datecipista.

A questo punto, dopo un'altra salita, giungiamo in un altro luogo storico del Parco: la montagnetta della Breda. 

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Questa collinetta è il risultato dell'accumulo di scorie e rifiuti della Breda, industria siderurgica che nel periodo della seconda guerra mondiale fabbricava armi e aerei.

Ma, continuiamo a pedalare.... 

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...per arrivare ad un altro punto storico del Parco...i Bunker!

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I bunker Breda sono dei rifugi antiaerei che venivano utilizzati da centinaia di operai e militari durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Percorrendo il tunnel sotterraneo possiamo osservare alcune rappresentazioni dei bombardamenti di quel periodo storico. 

Quali sensazioni pensate che possano aver provato gli uomini rifugiati in questi Bunker? " Paura, timore, agitazione, ansia, speranza, amore, odio", rispondete voi. Vero, manca però la sensazione più importante! "Preoccupazione", qualcuno risponde...esatto! Gli uomini rifugiati in questi bunker avevano sì paura, ma erano soprattutto preoccupati per la loro famiglia, la loro casa, i parenti e amici che magari erano rimasti all'aperto durante il bombardamento.

Con queste riflessioni sul passato e sulla storia locale finisce il nostro percorso!

Grazie a tutti della bella mattinata passata insieme! Alla prossima!

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