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L'ontano

Stampa  E-mail  Lunedì 04 Ottobre 2010 12:18

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ontano

Era da moltissimo tempo che dormiva, probabilmente anni.
Nessuno da lunghi lustri aveva più avuto bisogno di lui perciò si era assopito dimenticato da tutti.

Un pomeriggio di sole però, si risvegliò al suono triste di un bambino che piangeva.
Ci vollero alcuni attimi prima che si rendesse conto di ciò che stava accadendo.
Lentamente si sollevò ed osservò quel visino rigato dalle lacrime.

Era passato infinito tempo, dall’ultima volta che si era messo a parlare con un essere umano… era fuori allenamento.
Nella speranza di non spaventarlo si schiarì la voce dicendo:

"Hem hem… perché sei così triste?"

domandò preoccupato ed incuriosito.

Il piccolo alzò il volto sorpreso e fissò il vuoto cercando di scorgere, nella polverosa soffiata, da dove provenisse la voce.

"Sono qui sul tavolo… non ti spaventare sono buono non ti farò del male"

mormorò temendo che scappasse.

Con sua piacevole sorpresa il bambino si mosse verso il vecchio tavolo di ferro arrugginito.

"Chi sei domandò incuriosito?"
"Io sono un foglio, un foglio ricavato da un albero di Ontano"

rispose e poi chiese:

"Cosa ti ha fatto piangere?"
"A scuola i miei compagni di classe mi scherzano… loro sanno fare degli aerei di carta molto belli, mentre io non sono capace"

disse il piccolo riprendendo a piangere disperato.

Il foglio sorrise tra se, aveva già la soluzione al suo problema… d’altronde non era un foglio magico per nulla.

"Prendimi in mano e segui le mie istruzioni"

disse deciso.

"Ora piegami a metà poi il lato destro in obliquo e cosi anche il sinistro… perfetto"

concluse soddisfatto del lavoro.

Ora era un magnifico aeroplano di carta.

Quando il giorno seguente Paolo, questo era il suo nome, portò con sè a scuola il foglio piegato tutti si sorpresero quando iniziò a librarsi  leggero e soave nel cielo.
Tutti i compagni di classe gli fecero i complimenti e non si permisero più di prenderlo in giro.

Da quella volta Paolo ed il foglio di ontano divennero grandi amici e tutte le volte che il tempo lo permetteva, il foglio si piegava ad aeroplano e volava leggero per la gioia di Paolo e di tutti i suoi compagni di scuola.

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