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3d s.primaria Marzabotto - Sesto San Giovanni - 20 maggio 2010

Stampa  E-mail  Scritto da Alessandra Dellocca    Giovedì 20 Maggio 2010 00:00

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Ciao! Vi vengo incontro davanti alla Cascina Centro Parco. Avete fatto il picnic in questa bella giornata di sole, e dopo una breve sosta ai bagni siamo pronti per spostarci verso il luogo dove staremo oggi pomeriggio.

Ci fermiamo all'ombra di un bagolaro, formando un cerchio seduti nell'erba.

Siamo vicini al Boschetto GEV, già conosciuto in autunno. Notate subito che stanno facendo dei lavori, e che hanno scavato uno stagno vicino a dove la scorsa volta avevamo fatto merenda. Quest'area diventerà un luogo speciale, dove molti animali potranno trovare zone tranquille dove nascondersi e riprodursi.

Questo luogo non è la sola cosa che è cambiata: tutto il Parco intorno a noi è diverso: sono cresciute le foglie, spuntati i fiori, ascoltiamo molti cinguettii, fa caldo e siamo vestiti diversamente anche noi, non c'è più ghiaccio nelle pozzanghere... è primavera!

E a primavera molti animali si riproducono, ed hanno piccoli da accudire. Per questo tra poco, quando entreremo nel boschetto GEV, dovremo parlare molto piano! Là ci sono sprattutto molti uccelli che hanno nidificato, e le nostre parole potrebbero spaventare gli adulti e farli allontanare dai pulcini che invece hanno bisgono di loro.

A scuola avete realizzato diversi cartelloni che approfondiscono alcuni aspetto ricollegabili alla scorsa uscita: partendo dalla catena alimentare...

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...avete aproffondito l'ecosistema dello stagno.

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Poi avete raccolto su un cartellone tutte le fiabe o storie o film che vi venivano in mente che avevano come ambiente il bosco...

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... e avete creato il bosco delle fiabe con tutti i diversi personaggi... un bosco magico!

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Non ci resta che entrare nel boschetto e scoprire quanto c'è di diverso oggi!  In partiicolare lo  percorreremo cercando i cinque punti su cui ci eravamo concentrati la scorsa volta.

Partiamo dalla Sentinella, il bagolaro è pieno di foglie verdi, e qui vi ricordate tutti che... vi avevo promesso saremmo entrati nei bunker... dopo!

Man mano che camminiamo osserviamo come sembri tutto diverso, i sentieri, ora pieni di rami e foglie, non si riconoscono più!

Il tappeto di edera è rimasto uguale, "certo, è sempre verde!" anche se intorno c'è molta più ombra.

La  Vasca verde è ricoperta ancora da foglioline della lenticchia d'acqua, e sulla sponda di terra è fiorito l'iris e il sanguinello ha messo le foglie.

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Continuiamo il nostro sopralluogo passando vicino all' Albero grattuggiato, che ora è nascosto dalle foglie di un sambuco che gli è cresciuto vicino.

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Alle Pervinche ci accorgiamo che c'è qualche fiore.

Passando dallo stagno non possiamo non notare di quanto si  sia trasformato: pullula di girini, sono cresciute e fiorite le piante acquatiche, in particolare notiamo delle bellissime ninfee.

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Osservando l'acqua si vedono anche i gerridi, gli insetti "pattinatori". Ci sono anche molte api, che si avvicinano all'acqua per bere: una sta annegando, ma con un lungo filo d'erba riesco a prenderla, e ad appoggiarla su una foglia per asciugarsi al sole.

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Finalmente arriviamo all'ingresso dei Bunker. Pronti a scendere? Vi immaginate che questo luogo sia buio, umido, che sia articolato in tunnel o con una sola grande stanza.

Scendendo ci si presentano dei corti corridoi in cemento armato, disposti a zig.zag, separati con delle pesanti porte in cemento armato, dei fori sul soffitto che corrispondono alle prese d'aria,  basamentilungo le pareti che in alcuni tratti sorreggono delle panche; lci sono due stanze quadrate che probabilmente contenevano acuqa e provviste, due bagni. Lungo alcuni corridoi, delle foto appese ci mostra immagini in bianco e nero di aree bombardate: in questi luoghi ci si rifugiava quando c'era un attacco aereo!

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Succedeva durante la seconda guerra mondiale, quando l'areoporto militare di Bresso, qui vicino,  era considerato un punto strategico da abbattere. Ci immedesiamo in chi era costretto a fuggire qui, alla paura che doveva avere, allo spavento. Mi fate tantissime domande.

Ci immaginiamo bambini come voi, in questo o in altri rifugi di questo tipo.  Avranno pianto? E ci piace pensare che, colorando il grigio di questi luoghi, un bambino potesse consolarsi un po'.

Possiamo lasciare anche noi un segno qui: proviamo ad immaginare cosa ci sia al di là di queste pareti, sotto terra: radici, sassi, animali, un regno fantastico e magico come il bosco che avete realizzato...e quale potrebbe essere il simbolo della magia? Una stella!

E' deciso, ciascuno decorerà, con un colore diverso, una piccola stella sulla parete.

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E pian piano compaiono colorate stelline: un cielo sotterraneo!

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Il pomeriggio è volato! Uscendo dal buncher torniamo al sole e al caldo. Vi accompagno fino alla cascina, davanti alla quale possiamo riconoscere la torretta di avvistamento ormai distrutta, traccia di quello che era settantanni fa.

Buon estate a tutti! All'anno prossimo!

 

P.s.
Qui potete vedere e stampare la mappa-cartina che abbiamo utilizzato.

Qui potete leggere le definizioni in rima degli elementi presenti nella mappa.

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